Metodo
Il 2x1000 ai partiti politici non misura il consenso elettorale, il numero di iscritti o le donazioni private. Misura la destinazione volontaria di una quota dell'IRPEF espressa dai contribuenti in dichiarazione dei redditi.
Cosa misura il 2x1000
Il 2 per mille IRPEF è una scelta facoltativa che il contribuente può esprimere in dichiarazione dei redditi, destinando il 2‰ della propria imposta a un partito politico ammesso al beneficio secondo la normativa vigente (legge 21/2016 e successive modifiche). La scelta è espressa anche da chi non deve versare imposta, e non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente.
Cosa non misura il 2x1000
- Non è un sondaggio né un'elezione: non misura il consenso elettorale di un partito.
- Non misura il numero di iscritti o militanti di un partito.
- Non equivale a una donazione privata: è una destinazione di gettito fiscale già dovuto, non una spesa aggiuntiva.
- L'importo medio per scelta non rappresenta il reddito medio di chi effettua la scelta: è un indicatore aggregato che dipende dalla distribuzione dei redditi di chi ha scelto quel partito, non un dato individuale.
Anno di dichiarazione, anno d'imposta, anno di pubblicazione
| Dimensione | Significato |
|---|---|
| Anno d'imposta (tax_year) | L'anno a cui si riferisce il reddito dichiarato (es. redditi 2023) |
| Anno di dichiarazione (declaration_year) | L'anno in cui viene presentata la dichiarazione relativa a quel reddito (di norma l'anno successivo, es. dichiarazione 2024 per redditi 2023) |
| Anno di pubblicazione | L'anno in cui il Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblica i risultati definitivi, generalmente con uno o più anni di ritardo rispetto alla dichiarazione |
Questa piattaforma indicizza i dati per anno di dichiarazione, riportando sempre anche l'anno d'imposta corrispondente.
Fonti utilizzate
- Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) — Dipartimento delle Finanze: risultati annuali del 2x1000 ai partiti politici.
- Agenzia delle Entrate: elenco dei partiti ammessi e codici da indicare in dichiarazione per ciascun anno.
- Comunicati MEF: fonti di contesto e validazione incrociata dei dati.
L'elenco puntuale delle fonti effettivamente utilizzate è in Fonti.
Normalizzazioni applicate
- Unificazione delle denominazioni dei partiti nel tempo tramite un'anagrafica di alias (cambi di nome, sigle, fusioni), per consentire confronti storici corretti.
- Uniformità dei formati numerici (separatori decimali, valute) tra le fonti originarie, spesso eterogenee.
- Associazione esplicita di ogni dato alla fonte e alla data di download, per garantire tracciabilità e riproducibilità.
Calcolo degli indicatori
Gli indicatori derivati (quote percentuali, ranking, importo medio per scelta, variazioni anno su anno, concentrazione
dell'importo nei primi 3/5/10 partiti) sono calcolati automaticamente a partire dai dati grezzi (scelte valide e importo)
tramite lo script scripts/calculate_indicators.php, così da garantire coerenza e riproducibilità dei calcoli
su tutta la serie storica. Il codice sorgente di questi calcoli è pubblico nel repository del progetto.
Limiti interpretativi
- I dati riflettono le scelte dei contribuenti che presentano dichiarazione dei redditi (o modello 730/Redditi con riquadro compilato): non rappresentano l'intera popolazione elettorale.
- Le variazioni anno su anno possono riflettere cambiamenti normativi (es. nuove ammissioni, esclusioni, variazioni di soglia) oltre che variazioni nelle scelte dei contribuenti.
- Il confronto tra partiti con denominazioni cambiate nel tempo richiede cautela: si veda l'anagrafica alias per la storia di ciascun soggetto.
- Le classifiche di crescita/calo percentuale applicano una soglia minima sul valore dell'anno precedente, configurabile, per evitare che variazioni percentuali enormi su numeri piccoli distorcano la lettura.